|
Tutti, ma proprio tutti i grandi registi italiani si sono avvalsi nei loro film dello strumento del doppiaggio, anche nei riguardi di attori di lingua italiana. La prova è provata in decine e decine di spezzoni cinematografici di un fenomeno esclusivo del cinema italiano, tanto radicato quanto occultato e obliterato dalla memoria collettiva, spunto di discussione su un dilemma epocale: siamo di fronte alla violazione della dignità professionale dell’attore “dimezzato”, oppure prevale l’arbitrio autoriale di modellare a discrezione le proprie creature giovandosi a pieno titolo degli effetti speciali messi a disposizione dalla tecnica, nell’arte regina della finzione e dell’apparenza. Ecco cosa pensano e di conseguenza hanno fatto Federico Fellini, Luchino Visconti, Michelangelo Antonioni, Pier Paolo Pasolini, Vittorio De Sica, Roberto Rossellini, Dino Risi, Pietro Germi, Luigi Comencini, Alessandro Blasetti, fino a giungere a Ettore Scola , Mario Monicelli, Carlo Lizzani, Giuliano Montaldo, Bernardo Bertolucci, Franco Zeffirelli, Carlo Vanzina, Marco Bellocchio, Dario Argento, Pupi Avati.
|
|